BIOGRAFIA
Lucio Battisti nacque il 5 marzo 1943 a Poggio Bustone, secondo figlio di Alfiero (1913-2008) e Dea Battisti (1918-1983). Il loro primogenito, anch`egli di nome Lucio, morì nel 1942 a soli 2 anni di età. L`atto di nascita del cantautore non esiste perché, durante la seconda guerra mondiale, un bombardamento colpì il palazzo comunale, distruggendo anche i registri dello stato civile, ma venne ricostruito nel 1976. La sorella Albarita nacque nel 1946 e morì nel 2003, a causa di un tumore.
ESORDI
1965-1966: i primi passi e l`incontro con Mogol
Il giovane Lucio muove i primi passi nel mondo della musica imparando a suonare la chitarra da autodidatta. Si trasferisce con i genitori a Roma nel 1947, e dopo il diploma in elettrotecnica nel 1962 e un periodo di gavetta a Napoli con I Mattatori e successivamente con I Satiri, si trasferisce a Milano, dove si unisce a I Campioni, il gruppo che accompagna Tony Dallara, capitanato da Roby Matano. Battisti vivrà tutto il resto della sua vita a Milano, prima nel quartiere popolare del Giambellino, poi nella zona di città studi esattamente in una villetta in Largo Rio de Janeiro, per trasferirsi negli ultimi anni della sua vita in una villa a Molteno, in Brianza.
È proprio Matano, che ha più volte rivendicato una sorta di "primogenitura" nella scoperta del talento di Lucio, a spronarlo a scrivere canzoni. Ne nacquero alcuni pezzi, come Se rimani con me, i cui testi erano stati scritti da Matano (ma depositati a nome di Lucio perché l`amico non era iscritto alla SIAE), che rimasero perlopiù o sconosciuti o addirittura mai pubblicati. Tuttavia, alcuni di questi pezzi furono successivamente rimaneggiati da Lucio sulla base di nuovi testi di Mogol, come Non chiederò la carità, che diverrà Mi ritorni in mente.
Il 14 febbraio del 1965 Battisti riesce ad avere un appuntamento con Franco Crepax: durante il provino viene notato da Christine Leroux, una discografica di origine francese arrivata a Milano negli anni `60, contitolare delle edizioni El & Chris. Cacciatrice di talenti per la casa discografica Ricordi, fu lei una delle prime a credere nel talento di Battisti, e fu lei a procurargli il "fatale" appuntamento col paroliere Giulio Rapetti, in arte Mogol.
Riguardo a questo primo incontro con Battisti, Mogol ha raccontato di non essere rimasto particolarmente impressionato dalle canzoni che Lucio gli aveva proposto, ma di aver comunque deciso di collaborare con lui per la sua umiltà nell`ammettere i propri limiti e la voglia di fare e di migliorarsi.
Nel 1966, fu lo stesso Mogol a insistere con Battisti, scettico egli stesso circa le proprie doti vocali, perché cantasse in prima persona le sue canzoni, anziché limitarsi ad affidarle ad altri artisti. Mogol dovette superare non poche resistenze presso la Ricordi, la loro casa discografica, ma alla fine l`ebbe vinta.
Lucio esordì quindi come solista con il 45 giri che includeva Per una lira e Dolce di giorno, con modesti risultati di vendite, tanto che oggi il disco gode di grande considerazione nel circuito collezionistico. Le due canzoni vennero poi portate al successo rispettivamente dai Ribelli capitanati da Demetrio Stratos e dai Dik Dik. Nel circuito degli "addetti ai lavori", Per una lira si fece notare come brano fortemente innovativo nel testo e nella scrittura musicale.
1967-1968: il successo di 29 settembre e Balla Linda
Nel 1967 Mogol e Battisti sono gli autori di 29 settembre, interpretata dall`Equipe 84, un clamoroso successo che arriva al primo posto della hit parade grazie alla trasmissione radiofonica Bandiera gialla. Sempre in quell`anno scrivono un altro grande successo per l`ex Camaleonte Riki Maiocchi, la celebre Uno in più, considerata una canzone-manifesto della cosiddetta linea verde con cui Mogol intendeva perseguire un rinnovamento della tradizione musicale italiana, lavorando con giovani cantanti e autori quali Battisti. Sempre nel 1967 suona la chitarra ne La ballata di Pickwick, sigla iniziale e finale, mai pubblicata su disco, dello sceneggiato di Ugo Gregoretti Il Circolo Pickwick; la canzone è cantata da Gigi Proietti, che in seguito ricorderà il suo unico incontro con Battisti.
Nel 1968 produce Luisa Rossi, il suo secondo singolo da interprete; un blando Rhythm and Blues che non riscuoterà grande successo (sul lato B è incisa Era, una delicata canzone dalle atmosfere quasi medievali).
Nello stesso anno Battisti incide Prigioniero del mondo, una canzone scritta dall`eccellente musicista Carlo Donida con testo di Mogol, che doveva essere originariamente interpretata da Gianni Morandi, e che Battisti porta con scarso successo alla manifestazione Un disco per l`estate 1968. Di questo brano esiste anche un raro videoclip girato su pellicola in bianco e nero, che è anche il primo filmato assoluto nel quale si vede il cantante, girato sulle montagne del Veneto e proposto in televisione su Raidue nel settembre 2004 in una trasmissione commemorativa a sei anni dalla scomparsa. Sul retro Balla Linda, una canzone melodica ma già "sperimentale" per i canoni musicali dell`epoca, in cui Battisti rifiuta la convenzione delle rime baciate per i testi, d`accordo con Mogol.
Con Balla Linda partecipa al Cantagiro, dove si classifica al quarto posto, entrando per la prima volta, con una canzone da lui interpretata, in hit parade; la canzone, in una versione in inglese intitolata Bella Linda, otterrà, eseguita dai Grassroots, un notevole successo negli Stati Uniti, piazzandosi al numero 28 della classifica di Billboard. In quell`occasione alcune affermazioni del cantante ("quando voi non sarete più popolari, io sarò ancora famoso") finiscono per irritare critica e concorrenti, accusandolo di presunzione ingiustificata, sebbene Lucio intendesse dimostrare più che superiorità, una ripagata consapevolezza.
1969: la consacrazione come cantante e autore
Nel 1969 Lucio debutta come cantante al Festival di Sanremo con la bella canzone Un`avventura, dopo due "bocciature" come autore: nel 1967 con Non prego per me eseguita da Mino Reitano e dagli Hollies, e nel 1968 con La farfalla impazzita per Johnny Dorelli. In questa canzone, Battisti riesce a conciliare la melodia italiana con le atmosfere e i suoni del Rhythm and blues, in particolare con una caratteristica e vigorosa sezione fiati; non a caso l`interprete straniero che viene affiancato a Dorelli è Wilson Pickett, un "mostro sacro" di quel genere musicale. Il brano entra in finale e si piazza a metà classifica, ma sarà solo l`inizio di un anno veramente straordinario.
Dopo aver attirato l`attenzione anche con Non è Francesca - delicata canzone inserita sul lato B di Un`avventura e dotata di una lunga ed interessante "coda" strumentale - Battisti pubblica il brano Acqua azzurra, acqua chiara con cui spopolerà al Festivalbar ottenendo il primo premio, dopo aver già guadagnato il terzo posto al Cantagiro. A proposito di questo brano Renzo Arbore, in un`intervista televisiva del settembre 2008, ha ricordato il giorno in cui Lucio gli portò ad ascoltare la lacca di prova del 45 giri (circostanza a quanto pare non insolita, poiché all`epoca i due erano dirimpettai): Arbore racconta che Lucio avrebbe voluto come lato A del disco Dieci ragazze, perché a suo giudizio il testo aveva più appeal commerciale; ma dopo che ebbero ascoltato Acqua azzurra... fu proprio il disc-jockey ad insistere, non senza lungimiranza, affinché Lucio assolutamente "promuovesse" la canzone a brano di punta del singolo.
Sigla di chiusura della finale del Festivalbar era un`altra canzone scritta insieme a Mogol: Questo folle sentimento, canzone dall`atmosfera vagamente psichedelica e giudicata ardita per gli schemi musicali tradizionali, affidata alla Formula Tre, il gruppo fondato dal chitarrista Alberto Radius insieme a Tony Cicco e Gabriele Lorenzi.
Nello stesso periodo, una vecchia canzone scritta da Mogol e Battisti, Il paradiso della vita - già affidata in Italia alla Ragazza 77 (pseudonimo di Ambra Borelli) senza successo - viene ripresa dal gruppo inglese degli Amen Corner, col titolo (If Paradise Is) Half as Nice, raggiungendo il primo posto delle classifiche di vendita britanniche. La canzone sarà quindi riproposta nel nostro paese da Patty Pravo col titolo Il paradiso. Alla cantante veneziana, oramai diventata una diva a tutti gli effetti, Battisti regalerà poi Per te, interpretata dalla Pravo in ogni show cui partecipava. Nell`album Di vero in fondo, del 1971, Patty offre a Lucio un`intensa interpretazione di Emozioni.
Famosa una frase di Battisti indirizzata in uno show alla cantante, nella quale mostra la sua tipica parlata romanesca: «A Strambè, e canta!»
Verso la fine del 1969, a coronamento di un anno gratificante, Lucio Battisti pubblica il brano Mi ritorni in mente, felice sintesi musicale tra atmosfere blues e un`orchestrazione che la critica definirà addirittura "pucciniana". Sempre alla fine dell`anno esce il suo primo album, intitolato semplicemente "Lucio Battisti", nel quale sono raccolti i singoli di maggior successo incisi da Lucio fino ad allora, assieme a quelle canzoni scritte da lui e già portate al successo da altri cantanti e gruppi, stavolta re-interpretate dallo stesso Battisti. Il retro della copertina dell`album reca le fotografie di Mogol, di Maurizio Vandelli, leader degli Equipe 84, e dei componenti del gruppo Dik Dik, come ringraziamento per aver contribuito al suo successo.
Dello stesso anno è un altro avvenimento, fondamentale per la vita privata di Lucio: l`incontro con Grazia Letizia Veronese. Grazia, nata a Limbiate nel 1943, era attiva verso la fine degli anni sessanta come segretaria del clan di Adriano Celentano. La Veronese fu compagna di vita di Battisti dal 1969 fino alla morte, gli diede il figlio Luca e perfezionò con Lucio l`unione nel 1976 col matrimonio civile. Con lo pseudonimo di "Velezia", è stata autrice dei testi dell`album di Battisti "E già", del 1982.
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 Il nostro caro angelo Il mio canto libero
 Umanamente uomo: Il sogno
 Lucio Battisti
 Amore non amore
 Hegel
 Emozioni
 Comunque Bella
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